Vorrei i filosofi al potere! Intervista esclusiva con la pittrice russa Lena Hades

Il 22 marzo 2013 ad Amburgo, in Germania, la pittrice russa Lena Hades ha inaugurato la mostra dal titolo “Anatomia delle chimere” presso la galleria d’arte «Mare liberum».

Vorrei i filosofi al potere! Intervista esclusiva con la pittrice russa Lena Hades

l'artista Lena Hades (a destra) e la gallerista Davidavicius

Il sonno della ragione genera chimere

Lena Hades:“Mi sono apparse di notte in sogno, da quel momento non mi lasciano più”, questa è, come mi spiega Lena Hades l’origine delle sue Chimere. “I miei mostri sono diversi da quelli rappresentati nella mitologia greca, sono una via di mezzo tra le Chimere che ornano la facciata di Notre-Dame a Parigi e i corvi. Questi uccelli sono sempre stati i miei preferiti, li disegno da quando ero bambina”

Fabrizio Ossino:Che cosa intende lei per Chimere?

Lena Hades:“Le chimere fanno vivere le persone al di fuori della realtà, costruiscono per loro un mondo che non esiste. Odio quando la gente invece di pensare con la propria testa, si lascia guidare dalle chimere”

Fabrizio Ossino:I suoi lavori si trovano in diversi musei russi come la Galleria Statale Tret'jakov, il Museo d'Arte Contemporanea e il Museo Puškin, ma questa è la prima volta che espone Germania, che messaggio porta in Europa con i suoi quadri?

Lena Hades:“Le chimere sono ovunque (e Notre-Dame ne è un esempio), sono internazionali, sono più cosmopolite degli uomini. La battaglia contro di loro può muovere solo da una presa di coscienza da parte dell’individuo ed è per questo che le disegno”

Fabrizio Ossino:Così come Goya, Daumier o Hogart che mostravano la realtà alla gente sotto forma di caricature grottesche?

Lena Hades:“Si, infatti. Io adoro Goya, m’ispiro molto a lui”

Fabrizio Ossino:Due suoi quadri, «Benvenuto in Russia» e «Chimera dell’enigmatica anima russa» sono stati fortemente criticati dai nazionalisti russi perché, dicono, offenderebbero il sentimento popolare russo.

Lena Hades:“Io non offendo nessuno, io descrivo in maniera satirica l’anima russa, allo stesso modo di Bulgakov o Gogol in letteratura. Vorrei che la gente vi si rispecchiasse e capisse”.

CHIMERA POLITICA.LENA HADES

Fabrizio Ossino:Nel disegno, «Chimera della politica», c’è questo mostro-marionetta manovrato da una grande mano; è una metafora per il sistema politico condizionato da poteri più forti di tipo economico?

Lena Hades:“Esatto. In questo quadro vediamo la chimera chiedere voti promettendo in cambio «un pollo in ogni pentola e una macchina in ogni garage», è protetta dalla polizia e si sente importante e forte, ma è un burattino nelle mani di gente ancora più potente. I politici creano per la gente comune la chimera del denaro, della sicurezza e della ricchezza, basta votare per loro che tutto questo si realizza. L’ubriacatura è talmente profonda che non ci si accorge delle menzogne. Nel quadro «Chimera del primo capitalismo russo» descrivo come, nel silenzio generale, il nostro Paese veniva derubato da una Chimera vestita in maniera pacchiana con collane d’oro e una cravatta di Topolino, che da una parte minaccia il popolo con le armi e dall’altra lo inebria con lo champagne e la promessa del denaro. Ma se questa chimera fa paura immaginate quanto è orrenda la «Chimera della chiesa ortodossa»”

Fabrizio Ossino:Come dovrebbe essere il suo politico ideale e che dovrebbe fare

Lena Hades:“Dovrebbe pensare alla gente, essere vicina a loro, dovrebbe essere intelligente, colto, onesto e sincero. Un filosofo! Meglio fantasticare, tanto se aspettiamo un capitalismo dal volto umano, facciamo notte”

Fabrizio Ossino:Cosa ne pensa della vicenda delle Pussy Riot

Lena Hades:“Io mi sento al loro fianco, ho una forte simpatia per quelle ragazze e la loro condanna è profondamente ingiusta. Lo sanno tutti che il sentimento religioso non ha nulla a che vedere con la sentenza. Ma lo sapete che una delle nuove leggi non scritte della Russia è il divieto di nominare le Pussy Riot durante una mostra d’arte? Tutto ciò è asurdo!”

Accanto allo stupore e l’interesse dei visitatori russi e tedeschi accorsi ad ammirare le “metafore visuali” della Hades, c’è anche la meraviglia della gallerista Erika Davidavicius, “questi quadri, – mi dice, hanno un forte potenziale espressivo, educativo e comunicativo, ovvero delle caratteristiche che l’arte contemporanea ha perso diventando molto decorativa. È per questo che appena ho visto i lavori della Hades non ho avuto dubbi, la mostra andava fatta!”

24/3/2013
Fabrizio Ossino

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