Tragedie a confronto

Le Pussy Riot come l’Antigone della tragedia di Sofocle. Questa è l’idea portante dello spettacolo messo in scena il 9 settembre a Berlino presso la fondazione Heinrich-Böll.

La rappresentazione dal titolo “Pussy Right” si snoda in due momenti: la proiezione di un interessante e divertente video-collage formato da pezzi estrapolati dai telegiornali di tutto il mondo, mixati tra loro fino ad ottenere un curioso rap «Pussy-pussy-pussy-Putin». Il tutto arricchito da un potpourri di immagini dalle diverse manifestazioni a sostegno delle tre Pussy Riot arrestate, assieme a spezzoni dell’azione del gruppo alla chiesa del Cristo Salvatore.

Sul palco siedono tre attrici che daranno vita alla seconda parte dello spettacolo: la lettura di alcuni momenti del processo. In particolare gli interventi di due testimoni dell’accusa e le dichiarazioni finali delle tre ragazze, definite le tre Antigone. Le letture sono a volte interrotte dalla voce fuori campo di Creone, il re di Tebe della tragedia di Sofocle, che spiega le sue ragioni.
Antigone seppellisce il cadavere del fratello Polinice contro l’ordine e la legge del re Creone. Scoperta, viene arrestata e condannata a vivere in una grotta il resto della propria vita. Creone, in seguito alle suppliche del coro e alle profezie di Tiresia, decide di liberarla. Troppo tardi però, Antigone si è già impiccata. La morte della ragazza ribelle porterà il figlio (promesso sposo di Antigone) e la moglie di Creone al suicidio, fino a lasciare il re nella più triste solitudine.
Antigone come figura di donna contro il potere, che agisce mossa dall’ideale etico senza preoccuparsi di andare contro la legge voluta da un uomo: “Non Giove a me lanciò simile bando”. Per l’eroina di Sofocle infatti la mancata sepoltura del fratello sarebbe stata per il suo animo un’afflizione maggiore che l’andare contro la legge stessa di Creone: “tu dirai che da folle io mi comporto; ma forse di follia m'accusa un folle”.
Così le Pussy Riot, animate dal proprio ideale anticapitalista, trovano la forza per porsi contro il dogma costituito dal Cremlino e da chi (per parafrasare Fabrizio De Andrè ) conosce a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono.
– Come giudica la vicenda Pussy Riot alla luce di quanto abbiamo visto e sentito oggi?
Marieluise Beck, parlamentare dei “Bündnis 90/Die Grünen” (I verdi):
– Ho letto l’Antigone tanti anni fa e riscopro oggi la profonda modernità di questo testo scritto in tempi così remoti.
quali sono i parallelismi tra il testo del processo e l’Antigone di Sofocle?
David Maß, produttore delle spettacolo:
Antigone diceva che lei al diritto anteponeva i valori etici. Per quanto riguarda Creone, invece lui vede lo Stato come una sua proprietà e non come un servizio per la collettività. Anche se Creone, a differenza di Putin, ha degli argomenti che potrebbero anche essere validi.
Perché avete organizzato questo spettacolo?
Pensavamo che fosse importante la realizzazione di questa rappresentazione e tutte le persone che abbiamo contattato per collaborare con noi si sono mostrate subito entusiaste. La realizzazione è durata meno di tre settimane, talmente forte era la sinergia tra i diversi collaboratori. L’idea è anche quella di far girare lo spettacolo con lo stesso video, ma tre diversi attori presi di volta in volta dalla città che ci ospiterà.
Cosa pensate di ottenere.
Vogliamo mostrare l’assurdità di questo processo e, soprattutto, far parlare le Pussy Riot rileggendo le dichiarazioni finali delle tre ragazze. Questi sono dei testi ben scritti a cui non è stata data la giusta importanza in tutta la confusione mediatica dei giorni del processo. Tre elaborati che mostrano tutta la maturità di quelle tre ragazze che non pensano tanto alla difesa personale, quanto a denunciare la situazione politica della Russia, con la forte connessione tra Stato e Chiesa.
 

12/9/2012
Fabrizio Ossino

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