PER STAS E NAST'JA E CONTRO L'EQUIVOCO NEO-NAZISTA

A tre anni di distanza dal brutale assassinio a Mosca dell'avvocato Stanislav Markelov e della giornalista Anastas'ja Baburova, entrambi attivisti antifascisti, un corteo (fatto alquanto inusuale in Russia dove le proteste si svolgono in genere in maniera statica sulle piazze) attraverserà una parte della Capitale russa e si svolgerà in diverse fasi: alle 19, 01 ci sarà un concentramento a Nikitskij bul'var, alle 20 il meeting a Novopushkinskij skver'.

Anastasia Baburova e Stanislav Markelov

La mobilitazione, però, inizierà molto prima con la deposizione di fiori a Prechisten'ka ulitsa, il luogo dove Stas e Nast'ja vennero uccisi mentre nel pomeriggio una delegazione si recherà al cimitero di Ostankino dove si trovano le tombe dei due antifascisti.

"Democrazia e nazismo sono incompatibili" sarà la parola d'ordine della manifestazione dove non saranno ammesse bandiere di partito o di movimenti ma soltanto quelle rosse e nere dell'antifascismo internazionale. Alle manifestazioni in ricordo di Stas e Nast'ja (che si terranno in tutte le grandi città della Russia e anche in qualche capitale europea come Parigi e Berlino) parteciperanno non soltanto i giovani e meno giovani antifascisti russi e i gruppi e i partiti della sinistra ma anche quell'area liberal scesa in piazza durante le proteste di dicembre.
I responsabili materiali dell'omicidio sono già stati condannati e arrestati: due militanti del movimento neo-nazista "Russkij obraz", Nikita Tikhonov e la sua compagna Evghenija Khasis, un passato da consulente al ministero degli Interni russo lui, un'attività da manager in una grande società russa, lei. Ergastolo per Tikhonov e 18 anni per Khasis: queste le condanne inflitte l'anno scorso dal tribunale di Mosca per un processo che da queste parti si potrebbe definire fin troppo celere.
Quello che forse non verrà mai stabilito sarà il nome di eventuali mandanti del duplice assassinio. E, specialmente l'avvocato Markelov, dei nemici nelle sfere alte del potere se li era fatti con la sua attività professionale e civile: fu lui, infatti, a difendere la famiglia della giovane Elsa Kungaeva, una ragazza cecena uccisa brutalmente da un ufficiale dell'esercito russo, Yurij Budanov (tragicamente ammazzato in strada a Mosca alcuni mesi fa a colpi di arma da fuoco. Era uscito di prigione dopo una condanna lieve proprio per l'omicidio della giovane cecena). Era sempre Markelov ad occuparsi degli abusi e delle violenze compiute dai militari russi nelle aree caucasiche d'occupazione. Ma Markelov si era anche occupato della galassia di gruppi e gruppuscoli neo-nazisti che negli ultimi anni in Russia si erano resi responsabili di violenze atroci contro immigrati e giovani di sinistra.
Una parte di quella galassia, nella cosiddetta "primavera russa" delle proteste dello scorso dicembre contro "la falsificazione del risultato elettorale" al voto per il rinnovo della Duma, ha preso parte e ha sfilato, con croci celtiche e bandiere dell'era zarista, ai meeting dell'opposizione a fianco dei liberal, dei comunisti e degli antifascisti. In Occidente una cosa del genere, una promiscuità politica come quella che si è vista tra le fila dell'opposizione a Putin e Medvedev, sarebbe inconcepibile. Ma la situazione del movimento politico russo è in fermento e in continua evoluzione e "relazioni pericolose" di questo tipo vengono accettate "obtorto collo" in nome dell'unione che fa la forza. Ma "Democrazia e nazismo sono incompatibili", è lo slogan per ricordare degnamente Stas e Nast'ja e per spazzare via ogni equivoco.

19/1/2012
Fabrizio Ossino

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