La Pussy va bene purché non sia riot!

Quel che le Pussy riot hanno fatto ieri al tempio del Cristo salvatore a Mosca, (Sull’argomento leggi: http://interkavkaz.eu/news/quelle-cattive-ragazze), ha mandato su tutte le furie i vertici della Chiesa ortodossa russa.

Il capo dell’ufficio sinodale per i rapporti tra chiesa e società, l’arciprete Vsevolod Čaplin, che ieri ai microfoni del canale “Dožd” aveva detto che «nella cosa non c’è nulla di nuovo, visto che è duecento anni che delle persone infelici importunano il nostro tempio», stamane si è ricreduto.

Forse “illuminato” nel sonno o “fulminato” da qualche telefonata importante, oggi Čaplin dal blog “politica ortodossa” ha tuonato chiedendo di cambiare addirittura la legge, che regola le offese al sentimento religioso da reato amministrativo, punibile con una multa, a reato penale da «punire con il carcere». «La normativa - sostiene l’arciprete - è estremamente morbida anche perché il discorso riguarda delle azioni in grado di far esplodere la situazione nel Paese». Lanciando pure una sfida alla classe politica (si legga agli apostoli di Putin, visto che in parlamento ci sono solo loro e i comunisti e questi ultimi sono enumerati tra le “persone infelici”): «adesso chiediamo ai politici se son pronti o meno a cambiare la legge, e a condannare l’azione compiuta. Chi non condanna può smettere di contare sull’appoggio degli ortodossi».

Chissà quale parte della canzone “Madonna, caccialo via” avrà fatto andare in bestia Čaplin:

il passaggio femminista:

«Tonaca nera, spalline d’oro – tutti i parrocchiani avanzano proni. Il fantasma della libertà è nei cieli. La sfilata dei gay è spedita in catene in Siberia… Affinché il divino non venga offeso, le donne devono soltanto partorie e amare»

o quello anticremlino:

«Madonna, Vergine, manda via Putin…Il patriarca Gundjaev crede in Putin, facesse meglio, quel bastardo, a credere in Dio».

Come al solito l’indignazione di alcuni uomini in tonaca è dettata dai “se” e dai “ma”.

Se ragazze mezze vestiste lavano le macchine in giro per Mosca per fare campagna elettorale a Putin, può starci, è folclore. Un occhio lo chiudiamo anche su quelle donnine, che per il compleanno del Primo ministro si filmano mentre, in maniera provocante, gli preparano una bella torta tra panna montata e leccatine varie. Una bella dormita ci sta anche davanti a tutti i diritti negati delle pecorelle.

Ma cantare certe cose “sconcie” contro il potere e la chiesa, e addirittura in un luogo sacro è peccato, se non mortale almeno penale!

22/2/2012
Giancarlo Castelli

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