GUERRA IN CECENIA: ERRORI POLITICI E CRIMINI MILITARI. Mosca. 28 novembre 2014

“NELLA SEDE DEL PARTITO JABLOKO SI TERRA' LA CONFERENZA 'GUERRA IN CECENIA: ERRORI POLITICI E CRIMINI MILITARI'

Il 28 novembre nella sede centrale del partito Jàbloko a Mosca si terrà la conferenza dal titolo “Guerra in Cecenia: errori politici e crimini militari”, in occasione del 20° anniversario della prima guerra cecena e del 15° anniversario della seconda.

GUERRA IN CECENIA: ERRORI POLITICI E CRIMINI MILITARI. Dmitry Florin

La guerra in Cecenia e la guerra in Ucraina: quale somiglianza tra le due guerre? Sono stati tratti insegnamenti dopo la guerra in Cecenia? Ci sarebbe oggi una guerra in Ucraina se non ci fosse stata quella in Cecenia? L'esperienza fatta sugli errori compiuti in Cecenia potrebbe aiutare a non commetterne altri nella situazione in Ucraina? A queste ed altre domande proveranno a rispondere i partecipanti alla discussione.

Durante la conferenza sarà presentata la mostra fotografica “Cecenia-Ucraina: nuova guerra, errori vecchi”: fotocronaca delle guerre in Cecenia e del conflitto armato in Ucraina, con immagini inedite, mai pubblicate prima. 

Alla conferenza prenderanno parte politici, attivisti sociali, veterani di guerra e giornalisti che sono stati dapprima testimoni nella guerra cecena e poi partecipanti attivi. Saranno presenti anche testimoni delle azioni belliche in Ucraina. 

La discussione sarà condotta dallla segretaria del partito Jàbloko, Galina Mikhàleva e dal membro del partito nonché giornalista indipendente e veterano della guerra in Cecenia, Dmitrij Florin (autore del libro sulla guerra cecena “Chi combattiamo?”).

Tra i partecipanti, il presidente di Jàbloko, Sergej Mitrokhin. Il fondatore di Jàbloko, Grigorij Javlinskij. Il giornalista Arkadij Babchenko che ha raccontato alcune fasi del conflitto in Ucraina. Stanislav Dmitrievskij, autore del volume “Un tribunale internazionale per la Cecenia”. Tatjana Kasatkina, dell'associazione per i diritti umani, Memorial. Sergej Kovalev, di Jàbloko e Memorial. Pavel Kanyghin, corrispondente speciale della Novaja Gazeta. Kheda Saratova, attivista per i diritti umani e dirigente dell'agenzia di analisi e informazione “Ob'jektiv”. Aleksandr Cherkasov di Memorial. Grigorij Shvedov, redattore della testata “Kavkazskij Uzjòl”. Lev Shlosberg, membro del bureau di Jàbloko. Mikhail Shevelev, cronista in Cecenia durante la guerra.

L'inizio della conferenza è fissato per le ore 16 (le 14 in Italia) del 28 novembre prossimo (Mosca, ulitsa Pjatnitskaja, d.31/2, st.2).

Accrediti al telefono 8(495) 780 -30-19 (è possibile accreditarsi fino alle ore 18, 16 ora italiana, del 27 novembre).

Informazioni sulla guerra in Cecenia

Il primo attacco “segreto” a Groznij avvenne il 26 novembre del 1994. Il tentativo delle squadre speciali russe di prendere la capitale cecena e rovesciare il presidente Dzokhar Dudaev si concluse con un insuccesso. A quell'assalto avevano preso parte le forze militari russe, addestrate dal controspionaggio di Mosca. L'insuccesso dell'assalto a Groznij fu la dimostrazione evidente della partecipazione attiva del potere di Mosca al conflitto interno in Cecenia per contrastare il quale il Consiglio di sicurezza della Russia prese in soli tre giorni la decisione di usare la forza militare “in sostegno dell'ordine costituzionale”. Una decisione presa dopo che intere colonne di tank russi erano stati incendiati e distrutti e un certo numero di soldati erano caduti prigionieri (dalla resistenza indipendentista cecena, ndr.). Il ministro della Difesa russo dell'epoca, Pavel Graciòv, arrivò persino a negare che quei tank e quei soldati fossero russi affermando che da entrambe le parti stavano combattendo soltanto mercenari e quella colonna di carri armati in fiamme fu trasformata dal ministro in “una colonna armata dell'opposizione a Dudaev”. E questo nonostante le tv russe, che ancora non subivano la censura e l'autocensura di oggi, mostrassero quei militari russi presi prigionieri che si dichiaravano per nome, cognome e compagnia. 

Qualcosa di simile sta accadendo oggi nel conflitto in Ucraina. Paracadutisti dati per dispersi, soldati russi presi prigionieri e uccisi, trovatisi all'improvviso esclusi dalle liste dell'esercito e a riposo o in vacanza. Anche quei soldati non sono stati riconosciuti come propri effettivi da Mosca. La presenza dell'esercito russo nel conflitto ucraino, come nel 1994, viene negata ufficialmente dal potere russo. Tutti noi ricordiamo quali conseguenze ebbe quell'attacco non riuscito a Groznij il 26 novembre del 1994: il numero dei morti da parte delle forze federali russe, secondo il volume “Russia e Urss nelle guerre del XX secolo: inchiesta statistica” si seppe soltanto nel 2001. 
Morti: 5.042
Dispersi: 510
Feriti: 16.098
Perdite delle formazioni armate cecene: 2500-2700 morti
Perdite tra la popolazione civile, secondo dati del giornale Izvestija: dalle 9 alle 14.000 persone
Secondo Aslan Maskhadov (anch'egli presidente indipendentista della Cecenia che tentò di aprire un dialogo con Mosca, ndr.) i morti furono 120.000

Seconda guerra di Cecenia: 

Nell'agosto del 1999 un gruppo armato spontaneo sconfinò dalla Cecenia in Daghestan. Il presidente eletto della Cecenia, Aslan Maskhadov condannò quell'azione armata. Nonostante ciò il presidente russo, Boris Eltsin firmò immediatamente il decreto sulle “misure per aumentare l'efficacia delle operazioni anti-terrorismo sul territorio della regione del nord Caucaso della Federazione russa”. L'ukaz prevedeva la costituzione di un'Unità militare specifica per il nord Caucaso per la conduzione dell'attività anti-terroristica. Il 23 settembre le forze armate russe iniziarono a bombardare Groznij e le zone circostanti, il 30 settembre entrarono nel territorio ceceno. La seconda guerra cecena fu, in pratica, la continuazione della prima. Secondo dati ufficiali, dal 1 ottobre 1999 al 23 dicembre 2002 le perdite all'interno di tutte le strutture militari facenti parte delle forze federali furono di 4.572 morti e 15.549 feriti. Secondo Mosca invece, fino al 31 dicembre del 2000, furono più di 10.800 i combattenti ceceni che persero la vita. Dati ufficiali russi resero noto che i civili uccisi, fino al febbraio 2001, furono circa un migliaio.

Per seguire la diretta della conferenza venerdì 28 novembre, collegarsi al sito youtube


Fonte: http://www.yabloko.ru/news/2014/11/18_0

Traduzione di Giancarlo Castelli

27/11/2014
Giancarlo Castelli

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