“E”: Eduard Estremista Escluso

Continuano le proteste degli attivisti di “Drugaja Rossija” (L’altra Russia) per veder riconosciuto ad Eduard Limonov il diritto di partecipare come candidato alle prossime elezioni presidenziali.

!!!  

Oggi, 21 febbraio 2012, per la terza volta in tre settimane i simpatizzanti del partito di Limonov, si sono dati appuntamento davanti alla sede moscovita della commissione elettorale centrale (ZIK) al grido di «Fermiamo la dittatura!» e ancora una volta non sono mancate le botte e gli arresti. Dei 30 partecipanti 25 sono stati fermati per essere dopo qualche ora rilasciati, 4 di loro invece saranno trattenuti una notte in carcere al centro “E”, dove “E” sta per estremismo.

L’esclusione di “Drugaja Rossija” dalle elezioni non è certamente una novità, il partito di Limonov è sempre stato lasciato fuori per non essere «conforme alla legge» e per «estremismo», ma le recenti manifestazioni di dicembre, quelle con lo slogan «Za čestnye vybory!» («per elezioni oneste»), avevano fatto sperare (qualcuno) in seppur timide aperture da parte del Cremlino. Illusioni che in questi giorni si vaporizzano dietro alle botte della polizia e ai controlli fiscali ai giornali di opposizione.

L’abbaglio delle manifestazioni autorizzate contro il potere, che hanno portato in piazza migliaia di persone, non ha certamente interessato il partito “Drugaja Rossija”. Limonov infatti, il 18 dicembre 2011, è stato escluso dai giochi con una lettera della commissione elettorale, in cui era scrittonella domanda di registrazione non compare alcun verbale di iscrizione dei membri del gruppo elettorale approvato dall’assemblea a sostegno del candidato». La cosa che non viene riportata dalla commissione elettorale è che l’assemblea era stata convocata per l’11 dicembre e che quel giorno la polizia ha bloccato l’ingresso del centro congressi dell’hotel “Vega”, costringendo candidato e notaio a sbrigare le pratiche in un autobus.

Le manifestazioni dell’opposizione russa fanno notizia anche in casa nostra, ma sono questi avvenimenti, che non hanno il favore dei media, a rendere illegali le prossime elezioni presidenziali di marzo. Ed è preoccupante che la stessa “opposizione” non si indigni in massa davanti ad azioni del genere.

È chiaro che il “Partito Comunista” non ha voglia di veder Limonov portargli via consensi a sinistra e che per “Jabloko” e “Spravedlivaja Rossija” la non presenza di Limonov come di altri esclusi (Javlinskij, Ivašov…) non è una questione di vitale importanza. Ma nel momento stesso, in cui questi partiti non si preoccupano attivamente e con coraggio dei diritti degli esclusi, non si rendono conto di farsi del male. È un male politico, che scaturisce dalla mancanza di dialettica e che si fa sentire nella penuria dei programmi elettorali e nell’incapacità di attirare consenso da parte dei propri candidati. E tutto questo fa comodo a Putin.

21/2/2012
Fabrizio Ossino

GUERRA IN CECENIA: ERRORI POLITICI E CRIMINI MILITARI. Mosca. 28 novembre 2014

GUERRA IN CECENIA: ERRORI POLITICI E CRIMINI MILITARI. Mosca. 28 novembre 2014

>>>continua

Lettera aperta al sindaco di Mosca Sergej Sobjanin in sostegno di Teatr.doc

Lettera aperta al sindaco di Mosca Sergej Sobjanin in sostegno di Teatr.doc

>>>continua

Putin arruola il ’paria’. Dsk contro i nemici europei

Putin arruola il ’paria’. Dsk contro i nemici europei

>>>continua

Su boicottiamo l’aria! Non respiriamo la stessa aria di Putin!

Su boicottiamo l’aria! Non respiriamo la stessa aria di Putin!

>>>continua

A Kiev il massacro. A Soci le Putiniadi. In Italia Sanremo 2014

A Kiev il massacro. A Soci le Putiniadi. In Italia Sanremo 2014

>>>continua