19 gennaio 2009

Domani, 19 gennaio 2012, ricorre il terzo anniversario dell’omicidio dell’avvocato e difensore dei diritti umani Stanislav Markelov, e della giovane giornalista Anastasia Baburova.

!!!

Markelov aveva 34 anni ed era uno dei pochi avvocati russi coraggiosi, che aveva accettato di difendere dei ceceni. I casi più tristemente famosi sono quelli di El’za Kungaeva e di Zelimachan Murdalov. Il primo processo vedeva alla sbarra il colonnello Budanov, accusato di omicidio e condannato a dieci anni di carcere; il secondo caso poneva davanti alla giustizia Sergej Lapin, ex ufficiale di polizia di Groznyj, per aver, nel gennaio 2001, arrestato illegalmente e torturato Zelimachan Murdalov (tutt’ora della vittima non si hanno notizie).

In entrambi i dibattimenti Markelov, la Politkovskaja e la Estemirova avevano collaborato per una buona riuscita dei processi e per mostrare all’opinione pubblica l’anima “marcia” di certi poteri.

La stessa Natal’ja Estemirova chiosava il proprio articolo in ricordo dell’avvocato Stanislav Markelov, apparso su la Novaja Gazeta il 21 gennaio 2009, con queste parole:

«L’omicidio di Markelovè una dichiarazione di guerra. Quindi la domanda èda che parte sta lo Stato?».
La Estemirova verrà uccisa sei mesi più tardi a Groznyj e del duplice omicidio Markelov-Baburova verranno condannati due estremisti di destra: Nikita Tichonov e la moglie Evgenia Chasis.
Così il 19 gennaio in Russia è diventato il giorno della memoria e dell’antifascismo, infatti Markelov era dichiaratamente antifascista. Odiava il fascismo e i fascisti in tutte le sue manifestazioni: sia quella volgare, ignorante e violenta delle teste rasate, sia quella politica e militare ben vestita e borghese che si riempie la bocca di un linguaggio brutale e ignorante per nascondere, dietro presunte filosofie di razza, sicurezza e purezza, i propri interessi di casta.
Era scomodo Markelov ma seppure le indagini e il processo non hanno individuato mandanti nella sfera politica o militare, molti tra i rappresentanti di questi due ambienti il 19 gennaio 2009 non saranno stati davanti al televisore con i fazzoletti bagnati.
Domani ci si aspetta a Mosca una grande manifestazione antifascista ancora più imponente di quelle dei due anni precedenti. Chissà se, come l’anno scorso, la polizia eviterà di scontrarsi con i manifestanti oppure, come nel 2009, fomenterà i disordini.
 

17/1/2012
Fabrizio Ossino

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